E a un tratto... Alexander giace sulla paglia sporca. L'hanno picchiato così tante volte che il suo corpo è un mucchio di ferite sanguinanti; è sudicio, è disgustoso, è un peccatore, e nessuno lo ama. Da un momento all'altro, da un istante all'altro, lo metteranno su un treno, in catene, e lo porteranno nell'Ade attraverso la bocca di Cerbero per il resto della sua miserabile vita. Ed è in quel preciso attimo che la luce brilla dalla porta della sua buia cella numero 7, e lì davanti compare Tatiana, minuscola, determinata, invredula. E' tornata a prenderlo. Ha abbandonato il bambino che ha bisogno di lei per cercare la bestia distrutta che ha bisogno di lei. Resta immobile, in silenzio, e non vede il sangue, non vede il sudiciume, vede solo l'uomo, e allora lui capisce: non è un reietto. Qualcuno lo ama.